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Rassegna Stampa


  20 marzo 2014

I MERCATI NEUTRALIZZANO JANET YELLEN

I mercati neutralizzano Janet Yellen. Le borse europee hanno accelerato al rialzo in scia al buon andamento di Wall Street (+0,29% il Nasdaq e +0,36% il Dow Jones) dopo i dati macro Usa. Ha stupito in positivo l`indice che misura le condizioni delle imprese a cura della Federal Reserve di Filadelfia, salito a 9 a marzo dal -6,3 di febbraio, oltre le stime degli economisti di 3,8. Anche l`indice relativo ai nuovi ordini è cresciuto a 5,7 da -5,2.

La componente occupazione è tuttavia cresciuta a un ritmo più lento a 1,7, i minimi da giugno, rispetto al 4,8 del mese precedente e l`indicatore relativo alle previsioni sulle condizioni di business nei prossimi sei mesi è sceso a 35,4 da 40,2. Il cosiddetto "Philly Fed" è considerato uno dei primi indicatori mensili dela salute del settore manifatturiero Usa in vista del rapporto a cura dell`Institute for Supply Management (Ism).

Anche l`indice leading economic il mese scorso è salito più delle attese dello 0,5% a 99,8. Gli economisti stimavano un incremento dello 0,2%. Il dato di gennaio è stato rivisto a +0,1% da +0,3%. Infine le vendite di unità abitative esistenti negli Stati Uniti a febbraio sono diminuite ma meno del previsto: -0,4% a livello mensile a 4,60 milioni di unità (4,2 milioni la stima del consenso). Lo scorso mese il prezzo medo di vendita a livello nazionale si è attestato a 189.000 dollari, in rialzo del 9,1% rispetto allo stesso mese dell`anno scorso.

Quanto alle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, diffuse in precedenza e in rialzo come atteso di 5.000 unità a 320.000, "confermano che il mercato del lavoro Usa si sta in qualche modo consolidando anche se a un ritmo moderato", ha commentato Annalisa Piazza, strategist di Newedge Strategy, notando uno scenario "più roseo" per l`occupazione negli Stati Uniti con un calo di 3.500 unità a quota 327.000.

La riunione del Fomc di ieri si è conclusa, come atteso, con una riduzione degli acquisti di titoli di 10 miliardi di dollari e con una modifica della forward guidance sui tassi in direzione qualitativa, con l`eliminazione del riferimento a un livello preciso del tasso di disoccupazione.

"La confusione è stata creata dal percorso previsto dai membri del Fomc per il Federal funds rate. La stima mediana per i tassi a fine 2015 è all`1%, una previsione più aggressiva di quanto gli investitori si aspettassero", ha osservato Azad Zangana, European Economist di Schroders. L`immediata reazione dei mercati è stata negativa per l`azionario e per i Treasury (rendimenti più alti). Tuttavia, la conferenza stampa di Yellen, dopo la pubblicazione del comunicato della Fed, ha aiutato a placare i timori, con una valutazione abbastanza da colomba.

Il messaggio centrale è che la Fed sarà paziente prima di iniziare un rialzo dei tassi (probabilmente a metà 2015). "Il tema centrale è non tanto quando, ma quanto saliranno i tassi dal 2015 in poi. Il messaggio è che i tassi saranno probabilmente un po` più alti di quanto il mercato si attendeva fino a ieri, ma molto probabilmente ben al di sotto di quello che si potrebbe prevedere in base all`esperienza passata", hanno spiegato gli economisti di Intesa Sanpaolo.

Il dollaro si è così rafforzato nei confronti delle principali valute. Il cambio euro/dollaro è sceso sotto quota 1,38 a 1,3772 e a Piazza Affari ora il Ftse Mib guadagna lo 0,14% a 21.007 punti. "Il presidente della Bce, Mario Draghi, almeno per il momento, può tirare un sospiro di sollievo visto che le parole di Janet Yellen e i dati macroeconomici americani odierni hanno provocato una forte discesa del cambio euro/dollaro.

"Se il cross fosse rimasto ancora sopra 1,39 o vicino a 1,40", ha sottolinea uno strategist contattato dall`agenzia MF-Dowjones, "Draghi sarebbe stato costretto a intervenire e avrebbe avuto non pochi grattacapi per convincere i membri della Bce poco propensi a ulteriori politiche di tipo espansivo". Per fortuna però "il discorso di Yellen, che è stata più falco di quanto previsto dalla comunità finanziaria, e i dati americani positivi del pomeriggio, hanno fatto scendere il cambio di parecchio, quasi due figure". Questo, almeno per il momento, ha dato un po` di respiro al presidente della Bce, anche se bisogna sottolineare che l`euro resta sempre su valori alti, considerando che a febbraio il cambio era intorno a quota 1,3475.



Fonte: www.milanofinanza.it

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